O CFD ARCHIWUM PROGRAM DOM W TRZEBINI Do medytacji   

NOWA JAKOŚĆ ŻYCIA







  Il formatore prende su di sé le domande, i dubbi, i desid ...


Mons. Jorge Carlos Patrón Wong
- Arcivescovo - Vescovo emerito di Papantla
- Segretario per i Seminari della Congregazione per il Clero

Il formatore prende su di sé
le domande, i dubbi, i desideri...
di coloro che sono stati affidati
alle sue cure
*

Il testo dell’omelia
consegnata e non pronunciata
La inaugurazione della Scuola dei Formatori
di Seminari Maggiori Diocesani e Religiosi
2015-2017

Cracovia, 14 settembre 2015

   

Esaltazione della Santa Croce
Fil 2, 6-11; Sal 77, 1-2.34-38; Gv 3, 13-17

Carissimi amici e fratelli in Cristo,

La grandezza della celebrazione di oggi si svela nell’atteggiamento del Signore, nella Sua scelta e decisione personale: svuotarsi nelle mani del Padre per la salvezza del mondo. Questa sembra volerci dire, in diversi modi, la Liturgia della Parola odierna.

Celebriamo ed esaltiamo la Croce, dunque. Non come uno strumento di morte o per incoraggiare la sofferenza ma come il simbolo del dono totale e gratuito della propria vita. Portare la Croce – che è la condizione per essere discepoli del Signore – significa essere disposti a fare nostra la Sua scelta: aprire le braccia, condividere l’esistenza, donarci gratuitamente, offrire noi stessi. Significa uscire da se stessi – e questo è l’invito costante di Papa Francesco – per sperimentare che c’è una gioia grande soltanto quando ci doniamo e viviamo relazioni di fraternità, di giustizia e di amore. Anche se questo dovesse significare un impegno faticoso o una sofferenza. La Croce, dunque, non può restare un ornamento estetico o un abbigliamento religioso, né una semplice idea astratta nella nostra testa e nei nostri discorsi teologici, ma ancora lontana dalla nostra vita quotidiana.

Oggi siamo chiamati a contemplare la Croce di Cristo e piantarla al centro della nostra esperienza di vita e di fede. Che cosa rappresenta questa Croce? Gesù ne parla con Nicodemo: è l’offerta della vita divina che ci rigenera, ci libera, ci fa rinascere dall’alto, immette in noi qualcosa di nuovo e di sorprendente. E, dunque, la Croce di Gesù non è solo il ricordo di un evento storico, ma è per noi la certezza di essere amati e accolti tra le braccia di Dio, certezza che Dio – come afferma la I Lettura di oggi – non lascia che i suoi figli vengano morsi dal serpente velenoso del peccato; e, perciò, certezza di una speranza realizzata, di una forza capace di farci vivere la vita in profondità, sfidando anche il dolore e la morte, nella convinzione che, ai piedi della Croce, io sono sempre amato e accolto, chiamato anche io a diventare figlio di Dio.

Ecco la gioia del Vangelo di cui già dall’inizio del suo pontificato ci parla Papa Francesco: è la gioia di saperci incontrati, accolti, rinnovati da Dio, perché Egli ha svuotato se stesso, si è abbassato, è disceso nella nostra carne, e ci cammina accanto per elevarci a Lui. Come non sentire il cuore pieno di gioia mentre sentiamo questo amore? Ma – ci esorta l’Evangelli Gaudium – questa gioia è necessariamente missionaria! Come potremmo tenerla solo per noi? Come non condividere con coloro che amiamo o che ci stanno accanto questa possibilità di nuova vita nel Signore? Anche noi, raggiunti e toccati da questo Dio che si svuota e si abbassa, desideriamo farci dono per gli altri. La Croce, perciò, segno dell’infinito amore di Dio per noi, ci educa a cambiare i nostri parametri e a guardare i fratelli con occhi nuovi; allarga il nostro cuore facendoci uscire dalle chiusure e dagli egoismi, provoca slanci di generosità e di bene, frena le motivazioni e aspirazioni del cuore che abbruttiscono noi stessi e le nostre relazioni.

Tutto questo deve essere vissuto nel quotidiano. Ricordiamoci queste parole del vangelo di oggi: nessuno può salire al Padre se prima non discende. Certo, Gesù le dice parlando di se stesso e del disegno trinitario di salvezza; ma possiamo anche intenderle come un progetto di vita: se vogliamo andare a Dio, salire verso di Lui ed essere in comunione con Lui, dobbiamo prima discendere verso i fratelli, abbassarci e svuotarci, renderci disponibili al servizio e al dono della nostra vita nel quotidiano. La Croce attende di essere assunta e vissuta nel tempo reale della nostra vita, nelle nostre scelte e decisioni, nei nostri atteggiamenti, fino a diventare il racconto della nostra storia. L’amore trasforma, genera, crea, arricchisce, cura, libera, sviluppa.

Non è forse questo il compito di un formatore? Anche lui “non considerare come un tesoro geloso” questo compito, ma imparare a “svuotare se stesso, assumendo la condizione di servo”. Su di Lui sono state addossate le nostre debolezze e le nostre ferite, ed Egli le ha prese su di sé spalancando le braccia sulla Croce; il formatore apre le braccia come Cristo, con la stessa compassione prende su di sé le domande, i dubbi, i desideri, le stanchezze e le debolezze di coloro che sono stati affidati alle sue cure. E per essi, si fa servo e offre la vita.

Per questo esaltiamo la Croce e la contempliamo. Per imparare a viverla nella nostra vita e nel nostro ministero. È necessario che impariamo dal Signore a svuotarci. Ogni giorno nella preghiera, nelle celebrazioni dei sacramenti, cerchiamo di svuotare il nostro cuore di tutto e di renderlo libero e sgombro. Quando davvero ci svuotiamo, riusciamo a ritrovare l’ottimismo, la gioia, la speranza, il coraggio, l’ardore apostolico, la fiducia nel Signore, l’ammirazione per i nostri fratelli.

Il tempo di questo corso per i formatori sarà veramente privilegiato per imparare, praticando la preghiera e il colloquio tra voi, il cammino per svuotare se stessi come ha fatto il Signore; e imparare, così, ad aprire le braccia nell’amore verso tutti coloro che il Signore ci affiderà.

----------------------------------------------------
*il titolo dell'omelia proviene dalla redazione
I testi dell'omelie - preparata e non pronunciata;
pronunciata a braccio - riportiamo anche in polacco
(red.)
----------------------------------------------------

KONTAKT ZGŁOSZENIE
Copyright - CFD.Salwatorianie.pl